Fratelli La Bufala : quando l’amore per il marchio va oltre oceano

Fratelli La Bufala

Lasciare l’Italia per volare negli Stati Uniti, dalla Sicilia all’Arizona, cambiare vita, integrarsi in una nuova cultura, farei i conti con un nuovo sistema. Questa è stata la scelta di Fabio Sodano, imprenditore nell’ambito della ristorazione, da tempo legato a Fratelli La Bufala. Con il supporto della Casa Madre, Sodano ha deciso di esportare il marchio in USA. “Ho portato con me prodotti in cui credo fortemente, che permettono di entrare in contatto con la bellezza delle nostre terre.”

 

Fabio Sodano diventa franchisee di Fratelli La Bufala nel 2007 a Palermo. L’attività va a gonfie vele e apre altri sei locali, finché non si scontra con le organizzazioni mafiose del territorio ed è costretto ad abbandonare tutto ciò che ha costruito per anni. La Casa Madre lo supporta nella scelta di cambiare area nonostante le difficoltà. Non a caso il marchio è in prima linea nella prevenzione contro la criminalità come abbiamo raccontato nel numero precedente.

Perché ha scelto gli Stati Uniti?

Parte dei miei parenti era già qui perché gestiscono da anni un ristorante di famiglia. In ogni caso non credo di aver sbagliato paese, qui gli imprenditori hanno un sostegno importante. Basti pensare agli aiuti durante la pandemia: le attività hanno ricevuto oltre 400 mila dollari e i dipendenti sono stati pagati restando a casa. Io mi sono mosso quattro settimane prima che si diffondesse il virus. Mi sono confrontato con la casa madre e hanno creduto in me. Sono riuscito ad aprire dopo 21 mesi, a dicembre 2022.

Aveva già trovato un locale prima di partire?

 No, dove oggi c’è il locale che gestisco, prima c’erano terra e sabbia. È stata dura, soprattutto riuscire a reperire il capitale, avevo difficoltà con gli investitori a cui esponevo la mia idea perché non avevo un ristorante da mostrare, solo immagini su internet, depliant. Uno dei due soci è andato in Italia per verificare il valore del marchio e alla fine hanno deciso di investire.

E gli americani ne riconoscono il valore dei prodotti Fratelli La Bufala ?

 Si sono letteralmente innamorati del nostro prodotto. Avendo esperienza da anni nel settore riesco ad identificare immediatamente i prodotti e ho tutelato il marchio offrendo solo ingredienti italiani: dalla mozzarella di Torre Del Greco, alla farina Caputo, ai pomodori di Aversa. Una cucina napoletana e italiana senza influenze. Anche la provenienza del personale ci rende credibili: Campania, Calabria, Reggio Emilia. Le review che riceviamo sono straordinarie e ci entusiasmano giorno dopo giorno.

Perché Fratelli La Bufala piuttosto che il ristorante di famiglia?

 Perché c’è una storia. I primi locali sono nati nel 2007, proprio durante la crisi finanziaria che ha divorato le economie di tanti paesi. Io sono stato uno dei pochi imprenditori che è riuscito a resistere. Mi fecero un’intervista che uscì anche su Panorama. Ci ho creduto con tutto me stesso e ci ho messo tutto me stesso. Basti pensare che ho dato lavoro a 167 persone. La soddisfazione più grande è stata montare l’insegna del locale qui in America. In quel momento mi sono commosso.

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