SposaModaMilano: l’incontro che ha cambiato la vita di Giulia Materazzo

Una scelta ponderata a lungo, quella di Giulia Materazzo, che ha lasciato un lavoro da dipendente nel settore consulenza per immergersi tra gli abiti da sposa. Poi è arrivata Sposa ModaMilano: “L’incontro giusto, unito a presupposti di stabilità personali, mi ha dato la forza di credere in me stessa e affrontare con determinazione e successo questa sfida.”

Giulia Materazzo ha lavorato per anni nell’ambito della consulenza del lavoro svolgendo un’attività da dipendente.

Con il sostegno della propria famiglia e dopo una lunga ricerca tra i franchisor in rete, a un certo punto ha incontrato la casa madre con cui realizzare il proprio sogno: mettersi in proprio, diventare indipendente e lanciarsi in un’avventura imprenditoriale capace di darle gratificazioni e soddisfazioni anche di tipo emotivo.

Com’è nato questo percorso?

«Nasce da un’esigenza forte, quella di rendermi indipendente e poter gestire una mia attività. Sono sempre stata mol- to affascinata dal franchising e dopo numerose ricerche online ho rintracciato Sposa ModaMilano. Ho conosciuto i franchisor in video call e poi ci siamo incontrati di persona.

Abbiamo pianificato la nostra attività nella primavera del 2022 con un capitale di partenza di 70mila euro per un negozio da aprire a Brugherio, in provincia di Milano. Qualche mese dopo, a settembre, eravamo pronti. L’investimento è cresciuto nel tempo, ma l’esperienza mi sta insegnando che più si investe, più si ottiene».

Ha incontrato ostacoli durante la strada?

«Certo, le difficoltà fanno parte del percorso quando ci si lancia in un’attività imprenditoriale. In questo anno ho dovuto affrontare numerose scelte delicate, se investire sugli eventi e come e quanto sulla comunicazione, ad esempio, e poi qualche mese fa ho integra- to la linea per uomo perché il mercato lo richiedeva. Ogni passo in avanti genera preoccupazioni e necessità di studio e approfondimenti, valutazione di rischi e opportunità. Ma quando si è ben supportati, la strada è più semplice».

Come è stata supportata dalla casa madre?

«Da tutti i punti di vista: tutoraggio iniziale, formazione, affiancamento nella scelta e nell’allestimento del locale. Considerando che il settore da cui provenivo era la consulenza nella si- curezza sul lavoro, è stato un percorso formativo intenso. Un grande vantaggio è stato non doversi rivolgere a più forni- tori, ma avere un unico partner. È stata la carta vincente: in un anno abbiamo vestito 40 spose, 15 sposi e organizzato 120 cerimonie»

Che cosa apprezza di più nel suo lavoro?

«Essere nel mondo della moda ed essere circondata da questi abiti meravigliosi, quasi sacri, è il sogno di tantissime ra- gazze. È un contesto che regala molte energie positive. Me lo dicono spesso anche le clienti: “Che bel lavoro che fai!”. E io rispondo “Avete ragione!”. Qui la relazione interpersonale è tutto, oltre che commercianti bisogna essere anche un po’ psicologi perché accompagnando una persona, all’inizio sconosciuta, in un percorso così importante, emozionante e delicato, si crea un legame profondo. Ricordo un episodio in particolare: una sposa, conclusa la cerimonia, venne in negozio a salutarmi indossando l’abito e con il bouquet tra le mani. Mi sono commossa».

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