Missione Fiducia

Intervista ad Alberto Cogliati, nuovo Segretario Generale di Assofranchising, l’associazione storica del settore che compie cinquant’anni.


“Li ho chiamati tutti, a uno a uno, in videocall quando possibile. Perché volevo vedere il volto delle imprenditrici e degli imprenditori che hanno scelto Assofranchising come l’associazione che meglio può rappresentare e supportare le loro reti”.

Esordisce così Alberto Cogliati, nuovo Segretario Generale di Assofranchising, realtà storica del settore che si rivolge solo ai franchisor e che quest’anno taglia il traguardo del mezzo secolo di vita. “Perché vede – prosegue Cogliati – oggi più che mai, la qualità dei servizi che un’organizzazione offre ai suoi membri è un obbligo. Il vero valore aggiunto è il patto di fiducia che si deve saper instaurare e poi coltivare. Ed è anche per questo che la prima azione a cui ho pensato dopo il mio insediamento è stata quella di avere da subito un contatto diretto con i soci, per coglierne esigenze, umori, aspettative”.

Il nuovo Segretario Generale ha vissuto per cinque anni Assofranchising dall’interno, in qualità di Direttore Commerciale Engel & Völkers Italia, network di agenzie immobiliari di pregio, entrando a far parte anche del consiglio direttivo. Precedentemente ha svolto la sua attività professionale nel settore finance. Inevitabile, e peraltro coincidente con la mission del suo nuovo mandato, un approccio aziendale all’associazione stessa. “Il mio obiettivo, condiviso naturalmente con la presidenza – spiega – è fare evolvere l’associazione nel contesto di mercato in cui merita di essere, anche con un approccio manageriale e pragmatico, che guardi ai ricavi”.

Come si declinerà questo target dal punto di vista strategico?
Il primo passo sarà fidelizzare gli associati, ampliando la gamma di servizi che già offriamo e la squadra di partner che sono con noi. Non solo, li coinvolgeremo in modo più attivo e partecipato a tutte le attività dell’associazione, con webinar, focus group, incontri dedicati. Il secondo step è allargare la base associativa e per fare questo lavoreremo molto sulla brand awareness e sulla visibilità di Assofranchising, utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione, tradizionali e innovativi.

Quali operazioni metterete in campo per essere attrattivi verso altre insegne?
“Dobbiamo guardare all’esterno e aprirci forse come non abbiamo mai fatto. Il rischio da evitare per ogni organizzazione che vuole crescere è diventare autoreferenziale. Per questo abbiamo già messo in atto una serie di azioni che ci permettano di raggiungere operatori paradossalmente guardando oltre il nostro settore. Il franchising è una formula dell’economia moderna a cui, specialmente in momenti come questo, le persone guardano con più curiosità e interesse. Nostro compito è farla conoscere in quegli ambienti dove può essere una risorsa ancora poco conosciuta ma appetibile anche per potenziali franchisee. E ancora, diventare sempre più autorevoli e rappresentativi per fare sentire le nostre esigenze presso le istituzioni”.

Durante gli incontri one to one con i soci, che umore ha rilevato?
Ho trovato persone che nonostante le difficoltà non mollano, che non si sono mai fermati, che durante la pandemia hanno reinventato il proprio business. Sono donne e uomini abituati a guardare al mercato e alle sue leggi, a sentirsi sulle spalle anche la responsabilità dei franchisee. Capitani coraggiosi, nonostante tutto.

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