Nuovi ingredienti per la ristorazione

Ghost kitchen / Le Ghost kitchen sono luoghi di ristorazione senza sala e senza servizio diretto al cliente, che propongono la propria offerta gastronomica solo attraverso piattaforme online destinate alla consegna a domicilio delle pietanze.
Giovedi
06.08.2020
Dynamic Food Brands lancia un innovativo modello per il food service. "Così superiamo i limiti di delivery e Ghost kitchen", spiega Michele Ardoni, fondatore e Ceo.
 

Siamo pronti a proporre un nuovo modello per il food service italiano, un modello che coniuga delivery e Ghost kitchen ma risolve almeno due delle principali criticità di questo sistema”. Così Michele Ardoni, fondatore e Ceo di Dynamic Food Brands, startup innovativa nata in società con Raffaele Centaro, con base a Roma, Napoli e Milano e l’estero nel Dna. Il lancio ufficiale della prima attività è previsto a settembre, ma il software che nelle intenzioni della società farà la differenza sul mercato è già pronto.

In quale scenario si muove Dynamic Food Brands?

Delivery è da qualche tempo la parola magica della ristorazione. Da qualche mese, la consegna a domicilio è diventata ancora qualcosa di più, un mantra contro le difficoltà che i provvedimenti anti Covid hanno creato ai ristoratori. L’altra faccia del delivery è, molto spesso, la Ghost kitchen o Dark kitchen, in sostanza luoghi di ristorazione senza sala e senza  servizio diretto al cliente, che propongono la propria  offerta gastronomica solo attraverso piattaforme online  destinate alla consegna a domicilio delle pietanze. Dynamic Food Brands supporta i nuovi imprenditori del mondo Ghost Kitchen attraverso un proprio modello operativo esclusivo e innovativo chiamato Dynamic Meal. In pratica sviluppa una catena distributiva che dal marchio della ristorazione, passando attraverso le Ghost Kitchen, raggiunge il tavolo del cliente finale grazie al Food Delivery, tutto incluso in un pacchetto integrato basato sull’uso di un sistema di gestione digitale all’avanguardia, formazione costante per gli operatori, aggiornamenti a nuove tecniche e tecnologie.

Quali criticità risolve il vostro metodo?

Oggi il cliente ordina online attraverso i principali aggregatori, Glovo, Uber Eat, Deliveroo, Just Eat, che come si dice in gergo, ‘coprono l’ultimo miglio’, dalla Ghost kitchen a casa del cliente. Questi player trattengono circa il 35 per cento del costo dell’ordinazione. Se si aggiungono il food cost e il costo del lavoro, i margini di chi fa delivery sono molto bassi.  C’è poi un altro aspetto da non sottovalutare. Quando un cliente ordina sui siti degli aggregatori, è a loro che lascia i propri dati. In un periodo storico dove la capacità di ‘coccolare’ il cliente, e quindi, a monte, di conoscerlo, è determinante, non poterlo profilare è una penalizzazione importante.  Dynamic Food Brands permette di superare questi limiti.

Come?

Progettiamo Ghost Kitchen applicando i nostri modelli di business sulla base delle risultanze di una articolata analisi preliminare del cliente. Impostiamo l’attività delle cucine remote, dall’allestimento alle operations. Dalla proposta commerciale alla consegna. Gestiamo i brand di ristorazione da erogare tramite la Ghost Kitchen e definiamo i menù dinamicamente in base ai consumi. Coordiniamo e sviluppiamo i servizi di consegna ”ultimo miglio” quindi delivery, take away e prenotazioni. Inoltre, tramite una piattaforma software proprietaria, analizziamo i dati ricevuti per ogni cucina remota e li trasferiamo all’operatore mettendolo in grado di misurare ed incrementare le proprie performance.
Riportiamo i dati all’interno del portafoglio del brand affinché sappia riconoscere i suoi clienti ”digitali” tutte le volte che si affacciano alla porta della sua app per ordinare un menù dal suo ristorante virtuale. 

Il vostro modello di business può essere rivolto a catene in franchising?

Certamente. E non solo, il nostro modello di business può fare da volano al franchising. Nel momento in cui un brand della ristorazione si affida a noi e Dynamic Food Brand srl progetta una Ghost kitchen che deve servire un’area ben determinata, quella che copre i trenta minuti dall’ordine alla consegna al clliente (compresi i nove minuti che dall’ordine al picking da parte del rider). Di fatto, indirettamente, questo è un test dell’area anche per una eventuale apertura di un locale a marchio. Nel caso in cui il brand voglia cogliere questa opportunità, chiediamo che la priorità per diventare affiliato sia data alla Ghost kitchen stessa.

A chi vi rivolgete?

Investitori, brand di ristorazione leader, proprietari o gestori di centri commerciali, outlet e grandi superfici con food court integrata che devono aggiornare il proprio modello di business con modelli digitali ad alte prestazioni.

Chi sono i vostri clienti a oggi?

I love Poke, Manuelina La Focacceria di Recco, il Gruppo Ethos, C House. Siamo in trattativa con altre realtà, alcune all’estero.

 


I love Poke / È tra i primi player della ristorazione ad aver aderito al progetto Dynamic Food Brands.

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