Mercoledì
03.07.2019
Giuseppe Leodato, fondatore e amministratore unico di Globo Express, spiega come si entra a far parte del network che ha ambiziosi obiettivi di crescita
 

“Non abbiamo call center, non esitare a chiamarci, scriverci o visitarci, parlerai sempre con le stesse persone a cui hai affidato il pacco”, si legge sul sito web.

E anche con questa strategia Globo Express intende porsi come punto di riferimento per coloro che cercano, in un unico interlocutore, un’ampia gamma di sevizi: spedizioni, imballaggio, micro logistica, comunicazione, promozione ed e-commerce. Giuseppe Leodato, giovane napoletano fondatore ed amministratore unico del marchio che oggi conta dodici punti vendita in franchising, ci racconta come nasce la sua idea e quali sono i suoi obiettivi.

In che anno ha lanciato la sua attività aziendale e quando ha avviato il progetto in franchising?

Ho aperto il primo negozio nel 2006, dopo una importante esperienza lavorativa in Poste Italiane spa. Nel 2015 ho avviato ufficialmente il progetto, presentando il marchio Globo Express al Salone Franchising Milano.

Perché ha scelto la formula del franchising per crescere?

Ho scelto questa formula perché ho visto nel franchising una possibilità di coesione con i possibili affiliati. L’unione fa la forza, ne sono convinto. Ed è stato facile crescere avendo il supporto di altri imprenditori che tutti i giorni contribuiscono ad incrementare il valore del brand.

Per definire il format ha fatto da solo o si è rivolto a un consulente?

Il format deriva da dieci anni di esperienza nel settore in cui ho sempre lavorato. Mi sono avvalso di consulenti, per la parte legata alla burocrazia e al marketing, mentre gli arredi derivano da un’idea originale realizzata con un falegname. 

Ha dovuto cambiare qualcosa del format originale? Se sì, che cosa? 

Il format è in continuo miglioramento. Ed è sempre al passo con le esigenze di mercato. Si evolve, costantemente, anche se il core dell’attività non ha subito modifiche.

Qual è la difficoltà più importante che ha incontrato e come l’ha superata?

La più grande difficoltà l’ho riscontrata nella fase di start up del progetto di franchising. In particolare è stato complesso trasferire la mia idea ai potenziali affiliati e coinvolgerli, anche perché il mondo del franchising offre diverse opportunità.

E la soddisfazione più grande?

La soddisfazione più grande è vedere i miei affiliati che realizzano i propri sogni, primo tra tutti l’indipendenza professionale. I loro successi sono i miei.

Come sceglie i suoi affiliati?

Sottoponiamo i potenziali affiliati a uno screening preliminare, non tanto sulla loro formazione o competenza, ma per conoscere il loro modo di approcciarsi, verificare se hanno un atteggiamento problem solving e se manifestano ambizioni di successo.

Forza del brand, formazione degli affiliati, ingegnerizzazione dei processi, ricerca e innovazione di prodotto o servizio: qual è la leva più importante per crescere con il franchising?

La formazione e l’innovazione di servizi sono le leve più importanti del marchio. E’ per me imprescindibile che gli affiliati siano esperti nel loro lavoro. Il nostro team ricerca e valuta nuove partnership commerciali continuamente per ampliare sempre di più la gamma di servizi da offrire ai clienti. Se i nostri affiliati crescono, cresce il brand. Ed un brand forte, a sua volta, cresce velocemente.

Quali sono i suoi obiettivi futuri?

L’obiettivo è arrivare a 32 centri in Italia nei prossimi due anni, con almeno un centro Globo Express per regione. Vi è, poi, un altro progetto complementare alla rete di franchising. Quest’ultimo, però, è in fase di sviluppo. Ed al momento è top secret. Ma quando partirà, i nostri affiliati avranno una marcia in più.


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