Un'area di Fit for Lady / La prima palestra è stata fondata nel 2007 a Parma
Lunedi
11.02.2019
Intervista a Giovanna Scarna Casaccio, fondatrice di Fit for Lady, il format di palestre che vuole cambiare il concetto di fitness per le donne e punta sul franchising per crescere
 

Dare agli altri” è l’espressione che ricorre di più nelle risposte di Giovanna Scarna Casaccio. Ma non è filantropia. Per questa imprenditrice ‘donare’ è uno dei cinque pilastri su cui si fonda il saper fare impresa nel senso più vero. Quindi una attività che crei profitto. Nel 2007 Giovanna Scarna Casaccio ha fondato a Parma, sua città natale, Fit for Lady, una palestra al femminile con l’obiettivo di cambiare il concetto di fitness per le donne, che oggi ha quattrocento clienti fidelizzate, e ha lanciato il suo progetto in franchising. Il concept della palestra, oltre ai programmi di attività fisica personalizzati, prevede una serie di servizi, dal
parcheggio per passeggini, alla zona stiro e cucito, alla baby care room, all’area “Fitlandia” una zona acquario dedicata ai bambini da 0-10 anni, al centro della palestra, dove poter giocare o fare ginnastica con i mini-attrezzi gym emulando la mamma che si allena, così che tutti possano vedersi. 

Una proposta di business per le donne

Al centro di tutto ho voluto mettere le mamme e i bambini, perché è già difficile dedicarsi del tempo come donna, quando si hanno figli ancora di più. Ma la palestra è aperta davvero a tutto il mondo femminile, senza preclusioni di etnia o religione. E anche l’idea di lanciare un progetto di affiliazione commerciale mi è venuta per dare supporto alle donne nell’accesso al mondo lavorativo”. Il brand infatti cerca aspiranti imprenditrici e, da questo punto di vista, la selezione è già in partenza. “Tante candidate spesso si presentano ai colloqui con
il padre o il marito, è a loro che in qualche modo sembrano chiedere il permesso, e il capitale, per aprire una
attività. Ma chi vuole fare impresa per la mia esperienza, deve sapersi mettere in gioco, la preparazione non basta
”. L’esperienza di Giovanna Scarna Casaccio è frutto di un percorso forse predestinato ma non scontato. “Sono nata in una famiglia di imprenditori. Sapevo però che non sarei finita a lavorare nell’azienda di famiglia e allo stesso tempo che non volevo dipendere da nessuno”. Così sceglie una formazione in ambito sportivo, Isef e Scienze Motorie, e poi nel marketing strategico, con un master a Bologna. Una esperienza in un importante gruppo tour operator come responsabile degli eventi speciali, poi consulente di marketing. Finché si trova a dover crescere un figlio praticamente da sola. E scatta qualcosa. “Ho avuto bisogno di tempo per maturare la mia idea di impresa, ma quando l’ho messa a fuoco, sono partita a testa bassa”.

Un format replicabile in Italia e oltre
Innovatore, capace di assumere rischi, problem solver, innamorato di quello che fa, capace di donare: così è l’imprenditore secondo Giovanna. E così ha agito, e agisce, lei. “Sono partita con 200 mila euro ottenuti da una banca dando in garanzia la mia casa. All’inizio ci lavoravamo in due, dormivo in media tre ore a notte. Il fatturato del primo anno è stato altissimo e si è mantenuto tale per tutti gli anni a seguire”. Quando ha visto che l’idea di impresa funzionava, Giovanna Scarna Casaccio ha pensato da subito di farne un format in franchising. “Penso che se qualcosa funziona, deve poter essere condiviso. Per questo abbiamo studiato e semplificato il format, perché potesse essere replicabile”, conclude. E non sono previsti confini.


Mamme al centro / Il concept della palestra prevede una serie di servizi, dal parcheggio per passeggini alla zona stiro e cucito, alla baby care room

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