L'Academy di Italianway / "Abbiamo capito che la catena del valore nel settore del turismo è fatta in modo tale che vince chi è più vicino all’ospite in ogni fase della catena".
Lunedi
28.01.2019
Italianway, startup innovativa del settore turismo-hospitality fondata nel 2014 a Milano e attiva dal 2015, lancia il primo network in franchising italiano di vacation rental.
 

Le Langhe, il Salento, il Lago di Garda e quello di Como, il Golfo del Tigullio, alcune tra le più famose città d’arte italiane come Roma, Venezia o Firenze ma anche località meno note come la Valle d’Itria in Puglia, Costa dei Trabocchi in Abruzzo, il borgo Residenza T’Allicon, vicino Piacenza, sono alcune delle destinazioni su cui Italianway ha deciso di investire per dare il via alla rete in franchising, che sfrutta il patrimonio delle seconde case inutilizzate degli italiani (5 milioni di immobili secondo l’ISTAT) per rilanciare l’ospitalità diffusa. Infatti, secondo i dati del centro studi Italianway, il numero di turisti che per soggiornare nel nostro paese preferisce una casa, prenotando on line, anziché una tradizionale camera d’albergo è destinato a crescere del 10 per cento l’anno. Il progetto lanciato da Italianway si chiama Wonder Italy e mira a far nascere una rete di imprenditori del turismo che si propone di innescare “un giro d’affari da 200milioni di euro dando vita a trecento nuove imprese capaci di generare ricadute importanti sul territorio in cui operano, anche in termini di occupazione: cinquemila è il numero delle persone che Italianway coinvolgerà (tra assunzioni dirette ed indotto) entro il 2023”, come spiega l’amministratore delegato della startup Marco Celani, che Start Franchising ha intervistato per sapere di più sull’iniziativa.

Qual è la ragione per la quale Italianway ha scelto di espandersi seguendo il modello in franchising e lanciando, quindi, la rete Wonder Italy?

 “Il progetto Wonder Italy e la scelta di avviare una rete in franchising sono frutto di un lungo lavoro di riflessione durato circa un anno e mezzo. Il nostro obiettivo è stato da sempre quello di sviluppare un software che ottimizzasse tutti i processi, in modo tale da poter proporre ai nostri franchisee un modello già ottimizzato. Abbiamo quindi capito che la catena del valore nel settore del turismo è fatta in modo tale che vince chi è più vicino all’ospite in ogni fase della catena. Perciò, abbiamo scelto di dividere le porzioni della catena del valore, delegando determinati servizi della nostra offerta a chi è in loco. È molto più semplice per un imprenditore locale, infatti, da un lato, mantenere i contatti con i proprietari degli immobili in affitto, e dall’altro essere vicini al cliente in fase di arrivo nella località prescelta. Dal canto nostro, offriamo un software in grado di rendere automatiche una serie di attività che, normalmente, per un property manager sono manuali, come ad esempio la fatturazione elettronica. Tra gli altri benefici la promozione online, su cui abbiamo investito molto creando un buon know-how. In questo modo, ad esempio, l’appartamento in affitto sarà online contemporaneamente sulla nostra piattaforma e su altri portali accuratamente selezionati”.

Che tipo di affiliato ricercate?

“Abbiamo identificato due tipologie di figure che sono adatte ad essere selezionate per il nostro progetto. La prima è quella di un giovane, o meglio ancora di un team di giovani, con alle spalle magari un’esperienza all’estero, che una volta tornati in Italia e nei loro paesi d’origine abbiano voglia di creare un’impresa. A questi ultimi offriamo un periodo di formazione grazie alla nostra Academy, con un percorso di studio in aula della durata di tre giorni, e un percorso on the job che dura da due giorni a più settimane, a seconda delle necessità. Lo scopo è quello di trasmettere allo stesso tempo le capacità commerciali necessarie a far fruttare l’attività e le tecniche di gestione dell’ospite. L’altra figura che stiamo ricercando è invece quella di un imprenditore già esperto in un altro settore che sia interessato ad avviare un’attività parallela al suo core business”.

Qual è l’investimento iniziale richiesto?

“L’investimento iniziale è relativamente basso. La quota è legata alla formazione e all’acquisto del pacchetto marketing, 6.000 euro in tutto compreso il costo di affiliazione, che sostanzialmente vengono recuperati già nel primo anno di attività. Quello che ci interessa è la serietà dell’affiliato nello sposare il nostro modello, da qui anche la necessità di una fee d’ingresso”.


I cofounder di Italianway / Marco Celani, dal 2016, è alla guida di Italianway. In foto, accanto a lui, il co-founder Manuel Zanola e il founder della startup innovativa Davide Scarantino.

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