Il negozio di Cuneo
Il negozio di Cuneo / Per avviare la sua attività con Blooker Alberto Ravizza ha affrontato un investimento di circa 50mila euro
Mercoledì
12.12.2018
Alberto Ravizza è un “affiliato seriale” e ha diversi punti vendita in franchising. Tra le ultime aperture quella con il noto marchio di abbigliamento maschile
 

Figlio di commercianti che si tramandano da duecento anni l’arte della gioielleria, Alberto Ravizza, di Cuneo, rappresenta la nuova generazione che ha intercettato il cambio di passo del commercio.
Ho capito che il mercato stava cambiando – racconta Ravizza – e che il consumatore era alla ricerca di negozi monomarca specializzati dove poter trovare il meglio di un brand”. Il primo negozio che apre è un Golden Point, poi ceduto. Oggi al suo attivo Ravizza ha diversi punti vendita in franchising, tutti nel settore moda: Please, Gaudì, Napapijri, The North Face, Mathilda J, Yamamay, Motivi. Tra le ultime inaugurazioni Blooker, marchio campano dedicato al total look maschile. “Cercavo un brand per l’uomo che offrisse un prodotto di buona qualità a un prezzo accessibile. Il primo contatto con la rete è avvenuto nel 2015, grazie a un collega, ma ho impiegato diverso tempo per trovare la location giusta. Mi venivano proposte metrature troppo piccole quando, per fare esprimere al meglio le caratteristiche di Blooker, servono almeno ottanta metri quadri”.

Nel 2017 finalmente trovano il locale adeguato, a Cuneo, in una zona di passaggio medio alto.
Per partire ho affrontato un investimento di circa 50mila euro, che ha compreso arredi, sistema informatico, opere murarie, luci. Uno dei punti di forza dell’azienda è rappresentato dalla formula estimatoria o conto vendita. In pratica la merce non viene acquistata dal franchisee, ma è di proprietà dell’azienda, una percentuale delle vendite spetta all’azienda e una all’affiliato”.

Il principale vantaggio di questa formula è quello di non dover gestire un magazzino importante con eventuali invenduti.
Ho raggiunto il break even point già nel primo mese – racconta ancora Ravizza -, in pratica ho iniziato a guadagnare da subito”. Blooker proporne un prodotto trasversale, per il teenager e per l’uomo d’affari, “chi lo prova si fidelizza quasi sempre”, commenta Ravizza, che prosegue: “Dal punto di vista della formula i plus sono quelli comuni ai format in franchising seri: sistema informatico valido,piano pubblicitario, azioni di marketing mirate, contenitore molto gradevole, notevole ricerca di mercato, arredo a prezzo molto competitivo, marginalità allineata, elasticità e dinamismo. Blooker ti mette nelle condizioni di vendere sempre, con rinnovo della merce ogni due settimane, politica fast fashion, promozioni”.

L’attività di negozio è condotta da due persone a tempo pieno, gli altri costi fissi sono rappresentati da affitto e utenze.
Cercare la formula giusta è complesso. – commenta Ravizza – Al momento le mie insegne sono tutte nel settore fashion , ma non escludo niente, per esempio di aprire una attività in quella che è una mia grande passione, il food”.

Davanti a un “affiliato seriale” una domanda è d’obbligo: come si fa a scegliere il franchisor giusto? La prima verifica da fare in realtà è con se stessi: se non sai sorridere non aprire un negozio, il retail è un’arte, saper ascoltare, amare quello che fai, fare squadra, il segreto non è il prodotto o servizio, ma chi lo vende. Una volta che si è deciso di fare questo passo, la seconda mossa è quella di mappare il territorio, per capire qual è la situazione a livello di competitor, bisogna cercare un network serio attraverso le fiere specializzate, per esempio, ma anche il passaparola.

Quando bisogna diffidare?
L’approccio che mi mette in allarme è quello di chi fa tutto troppo facile o punta troppo sul guadagno. Guai a basarsi solo sui risultati di sellout per scegliere, ma farsi spiegare bene, per esempio, quali siano i costi fissi”.


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