Terremoto cannabis light

Un Cannabis Store Amsterdam
Un Cannabis Store Amsterdam / La sentenza riguarda un settore dove negli ultimi anni in Italia hanno aperto oltre 800 negozi specializzati e che ha e un giro d’affari potenziale di oltre 80 milioni di euro.
Venerdì
31.05.2019
Una sentenza della Corte di Cassazione dice stop alla vendita di prodotti a base di cannabis light. Ma gli operatori non ci stanno.
 

È di ieri l’ultima sentenza emessa dalla Corte di Cassazione in merito alla commercializzazione di prodotti a base di derivati dalla Cannabis light. I giudici si sono espressi in maniera negativa rispetto alla legge n° 242/2016 vigente in materia che, secondo la nuova interpretazione della Cassazione, “qualifica come lecita unicamente l'attività di coltivazione di canapa, delle varietà per uso a fini medici, pertanto integrano reato le condotte di vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa L., salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante", come si legge in un comunicato rilasciato dall’Ansa. Le nuove disposizioni metterebbero così in crisi un mercato che negli ultimi anni in Italia aveva fatto registrare una crescita con oltre 800 negozi specializzati nel settore e un giro d’affari potenziale di oltre 80 milioni di euro. Tra gli operatori, molti avevano scelto la formula del franchising. Easyjoint, Ja Ja Joint, i distributori automatici di Joint 24 e Cannabis Store Amsterdam, tra i leader in Europa del settore con una rete di circa 150 negozi in Italia, e punti vendita anche in Francia e Spagna.

La replica di Giovanni Bianco, direttore commerciale di Cannabis Store Amsterdam

Quali saranno dunque ora le conseguenze per imprenditori e lavoratori? Che fine faranno i cannabis store presenti sul territorio italiano e i loro dipendenti? Sono queste le domande che abbiamo posto a Giovanni Bianco, direttore commerciale di Cannabis Store Amsterdam, che ha commentato la sentenza della Corte di Cassazione e le già negative conseguenze a meno di 24 ore dall’emissione del provvedimento. “Stamattina abbiamo licenziato 418 dipendenti, un disastro, la verità è che è un disastro”, esordisce Bianco, che prosegue: “siamo una grande azienda, leader nel settore, e proponiamo moltissimi articoli che altre reti non possono vantare, ma la canapa industriale incide comunque sull’80% del nostro fatturato. In Italia abbiamo oltre 100 negozi e circa 1000 dipendenti in totale, ma la sentenza ci costringe ad attuare una politica di licenziamenti che è iniziata oggi e purtroppo continuerà ancora, già a partire da lunedì. Circa 60 negozi già stamattina non sono stati aperti, molti store in Italia purtroppo chiuderanno”. Queste dunque le immediate conseguenze del verdetto emesso dalla Corte di Cassazione, che lo stesso Bianco definisce “ingiusto”. “La sentenza è ingiusta, non per noi come azienda che continueremo a lavorare, guardando all’estero, ma per i nostri dipendenti che da oggi sono senza un posto di lavoro, e per le loro famiglie.” Cannabis Store Amsterdam punta anche su prodotti di cosmetica e altri articoli che non rientrano tra quelli 'proibiti'. Allo stesso tempo, l’azienda si sta muovendo anche sul fronte legale, presentando ricorso alla Comunità Europea. “Abbiamo già inviato tutti gli atti alla Comunità Europea, i nostri avvocati sono al lavoro e presenteremo ricorso chiedendo un risarcimento danni di oltre 50 milioni di euro per tutta la merce che abbiamo in stock, su cui abbiamo già pagato il 22% di iva, e che ora non avremo più possibilità di vendere. La sentenza arriva infatti senza preavviso e senza, dunque, la concessione di un tempo limite entro il quale ultimare tutte le nostre scorte. Con i risarcimenti che speriamo di ottenere abbiamo intenzione di risarcire tutti i nostri dipendenti licenziati, con i quali abbiamo già sottoscritto un accordo”. La sentenza della Corte di Cassazione riguarda tante altre realtà esistenti sul mercato italiano. “Noi come azienda continueremo a restare aperti, abbiamo 100 negozi da aprire all’estero, tra cui store top location, e già domani inauguriamo un nuovo punto vendita a Montpellier, in Francia. In Italia, purtroppo, buona parte di tutti gli store esistenti dovrà chiudere. Quello che chiediamo è il rimborso dell’iva versata e un risarcimento danni per tutti i nostri affiliati”.


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