Venerdì
05.10.2018
Tutte le forme di marketing richiedono un investimento, che però può essere alla portata di tutte le tasche. Purché ci sia strategia.
 

Fare il banditore o lo strillone – non proprio in tempi recentissimi – non era forse un lavoro? La risposta a questa semplice domanda può dare un prezioso spunto di riflessione per il seguente. Male, o diversamente bene, non esiste nessuna forma di marketing che non richieda un investimento. E tutto ciò è noto a tutti, c’è solo da dividere il mondo in due gironi: chi decide di investire e chi no. E non è questo il momento di denunciare i secondi. Escludiamo dal nostro approfondimento per un attimo (troppo poco?) chi ha deciso per X motivi di non investire nel marketing e focalizziamoci su chi, invece, ha deciso che per far sì che il proprio prodotto/servizio, materiale o culturale che sia, si diffonda…

Domanda a sorpresa: qual è la parolina magica arrivati a questo punto?

Indizio: l’abbiamo già usata più volte nelle poche righe che ci precedono.

Soluzione: Marketing. Tutti promossi con un plauso accademico.

Quindi ripetiamo tutti insieme: “Per fare marketing ci vuole investimento”; “Per fare marketing ci vuole investimento”…

“Che tipo di investimento intende?” questa è la domanda che ogni giorno ci viene posta dall’imprenditore e a cui – con modalità diverse – proviamo a rispondere. Dopo il caffè. La risposta a questa domanda richiede analisi, studio, conoscenza.

Si inizia dall’obiettivo, per poi sviscerare in modo dettagliato i mezzi necessari. Quindi forse un caffè solo non basterà.

Entriamo, ora, più nel dettaglio.
Partiamo da una riflessione che potrebbe sembrare banale ma non lo è affatto, anzi: offline o online? Qual è, quindi, il modo migliore per dare voce al tuo prodotto/servizio? Come in ogni aspetto che abbia a che fare con operatori commerciali è sempre utile analizzare settore per settore e progetto per progetto. Non c'è una regola fissa, e chi pensa di averla pecca – forse – di vanità.  Altra cosa sono le propensioni consulenziali e le attitudini del professionista che mai, però, devono scontrarsi con il bisogno vero, dopo averlo rilevato. Più ci addentreremo nella oscura selva dei tecnicismi più saremo costretti a circoscrivere il profilo dell’azienda che prenderemo ad esempio. Ma noi corriamo e lo faremo subito: PMI, settore Fashion, multisede e non ancora pronta al commercio elettronico. Punteremo ad obiettivo duplice con, come spesso accade, intersezioni: Local Marketing e Branding. L’imprenditore è già entusiasta, sorride, dopo che gli avremo spiegato cosa, per esempio, sono questi maledetti termini anglosassoni.

Local Marketing: in soldoni, vogliamo migliorare il business locale aumentando, quindi, il numero di persone che acquistano presso gli store. Come lo facciamo? Semplice: la parolina magica…

Branding: contempla tutte quelle attività atte a dare una identità migliore, differenziante e di valore al proprio brand in modo che venga riconosciuto e percepito, che sia coinvolgente ed emozioni. Ah, le emozioni. Quelle sacrosante.

Una volta che ci siamo capiti ed intesi, ci guardiamo negli occhi tutti insieme come se volessimo dire: “Ed ora che si fa?”, calma e sangue freddo, ora arriva il meglio – si spera. Strategia, strategia ed ancora strategia.

L’azienda tipo ad oggi ha svolto attività di marketing offline scevre da qualsivoglia cosa possa ricondurre minimamente ad una parvenza di strategia. Errore, imperdonabile!  A questo ci va aggiunto un freddo ed istituzionale sito web ed un paio di canali social fermi al 2015 (siamo nel 2018 ndr).

Se vi steste chiedendo se si è messi male, tenetelo per voi, non vi risponderemo per rispetto. A noi piacciono le sfide, ci viviamo con quelle.

Abbiamo deciso di dividere l’investimento in due parti: 75% online ed il restante nell’offline.

“Ma noi già facciamo volantinaggio” ci dice il Proprietario della non piccola PMI con store in punti chiave per il commercio locale. Silenzio, aspettiamo un istante prima di rispondere: “Lasciamoci alle spalle il passato e prendiamo un altro caffè”.

Lo spazio e il tempo ci impongono di incamminarci, insieme, verso la fine per evitare che vi annoiate. Quindi, pigiamo un po’ il piede sull’acceleratore, senza andare a sbattere, ovviamente.

La scelta è caduta sin dal primo momento su di una coatta operazione di Re-branding  per dare un nuovo volto al marchio. “Rinfrescata”? Più o meno.

Abbiamo ridiscusso in piena sinergia con lo staff interno i confini ed il perimetro del brand. Ma per fare ciò è sempre necessario riuscir ad assorbir i valori dell’azienda senza sottovalutare la possibilità di trascorrere intere giornate, in momenti anche diversi, all’interno degli store, dietro ed avanti le quindi. In modo da poter vivere pienamente la quotidianità dell’azienda. Aspetto, questo, da tener ben in considerazione.

 Abbiamo dovuto tracciare, poi, alcuni punti cardini che siano da aiuto alla strategia e a tutte le successive attività di marketing.

  • Scelta del tipo di comunicazione.
  • Decisione dei canali attraverso i quali mandare il messaggio. Non serve tutto, come potrebbe servire. Analisi, analisi ed analisi.
  • Impostazione del Tono di Voce (TOV) che useremo ricordando di essere sempre coerenti, nel rispetto dei mezzi a disposizione, ovviamente.
  • Diversificazione dei mezzi abbattendo la massificazione.
  • Consapevolezza del fatto che scelto un mezzo lo si debba utilizzare, con costanza e nel modo corretto. Non giova lasciare le cose a metà. La regola è: “Se non lo usi desisti!”
  • Calendarizzazione di ogni singola attività. Senza mai perdere di vista gli eventi e momenti commerciali. Sarebbe una follia se accadesse.

Di seguito ciò che abbiamo deciso di fare, senza però illustrare tempi o campagne specifiche:

Offline

  • Affissioni e cartellonistica
  • Campagne mirate
  • Eventi

Online

  • Sito web coinvolgente ed emozionale: una vetrina che inspessisca ed approfondisca l’identità aziendale.
  • Attività di Social Media Branding: accrescere il valore del brand attraverso lo strumento più utilizzato del momento.
  • Campagne online su diverse piattaforme: pubblicità che con strategie pianificate porti a degli obiettivi.
  • Blogging: approfondimenti e news settoriali.
  • Newsletter: bisogna tener sempre accesa la fiammella tra azienda e cliente. Come in amore. Il fuoco si spegne se non alimentato.
  • Ufficio Stampa: per dare voce agli eventi.
  • Stesura Libro: narrerà la storia dell’azienda
  • Digital PR: coinvolgimento di figure terze che siano utili alla diffusione del brand. Molto importante in questo segmento l’ormai diffuso Influencing marketing.

Visto? Non c’è bisogno di campagne faraoniche per far bene. Idee, know how e, comunque, investimento.


Popolare nel forum